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trio

Vale e la famiglia allargata


di 50epiu
09.10.2025    |    53    |    0 6.0
"" La mattina si svegliarono alle 10 con lo squillo del telefono, "buongiorno amore ho solo 3 gettoni, ci vediamo pomeriggio?" "Ma ci sei o ci fai? Hai dimenticato ke faccio..."
ECCOMI DI NUOVO, PRONTI A SOPPORTARE QUELLO KE PROPONE LA MIA FANTASIA? SE SI, ALLORA ECCO QUESTA NUOVA STORIA DEGLI ANNI 80.

Mi kiamo Valentina, ma x voi Vale, ho 25 anni, 1,65, taglia 46, 3° seno e fianchi, passerina sempre depilata, capelli castano chiaro a scalare, occhi azzurri come il mare e piedino 37.
Vivo a Silvi marina, da 3 anni lavoro in una fabbrica di auto a Termoli, e dato ke ho uno stipendio fisso ho lasciato i miei genitori x avere più privacy e sto in affitto non troppo distante da loro. Ho un ragazzo, compagno, fidanzato, non so come definirlo, ke conobbi in fabbrica, ma non viviamo insieme.
Ogni giorno prendo il treno locale dei pendolari, il viaggio dura 1/2 ore + 1/2, e mi sorbisco 3, ore di treno, i turni sono:- 6/14 14/22 22/6, il treno lo prendo 2 ore prima, col mio lui è raro fare lo stesso turno, però il weekend lo passiamo insieme, o da lui o da me.

Sono una grande chiaccherona, parlo di me, delle cose viste in TV, del tempo caldo o freddo, basta ke parlo.
Nell'80 i treni erano ancora a scompartimenti, e i finestrini si abbassavano, non c'erano Italo o Freccia Rossa, quello dei pendolari aveva sempre 6 vagoni e io salivo sempre sull'ultimo.
All'andata si riempiva da Pescara a Francavilla, e al ritorno si svuotava, io come entravo nello scomparto già parlavo del più e del meno, avevo un libro sulle ginocchia ma ancora alle prime pagine. Era inverno e come si entrava si veniva avvolti dal
calore del riscaldamento, e tutti toglievano giubbe e cappotti.

Quella settimana dal lunedì lavoravo 2° turno, 14/22, all'uscita un pulman ci portava alla stazione, dove c'erano 2 treni, uno x il Molise e uno ke prendevo io, ke partiva alle 22,45.
Nello scomparto si era in 8, ma solo una donna sembrava interessata alle mie chiacchiere, gli altri, ki leggeva, ki pisolava o parlavano fra di loro. Dopo un po iniziarono le fermate, San Salvo, Vasto, Casalbordino, Fossacesia ecc,ecc, a Pescara si era quasi svuotato.
A San Salvo era salito un giovane di colore, con giubba e cappuccio, restò in piedi nel corridoio aspettando ke si liberasse un posto, a Francavilla scesero 2 uomini, entrò tolse giubba e cappuccio e si sedette di fronte a me. Madonna mia, era bello, anzi bellissimo, quasi 1,90, occhi neri, labbra carnose, capelli rasati, indossava jeans e maglia attillata ce faceva risaltare bicipidi e pettorali.
Mi chiesi se ero presentabile dopo 8 ore di lavoro, indossavo maglione col collo gonna pesante al ginocchio, collant e scarpe da trekking, lui aveva gli auricolari e ascoltava musica, io cercavo di leggere, ma era più forte di me e alzavo lo sguardo, e notai ke anke lui mi dava ripetute occhiate, a Pescara restammo soli nel vagone.

Non ce la feci proprio a stare zitta. "Io Valentina, parli italiano?" tolse un auricolare, "certo, anke inglese, fancese, e portoghese, lingua di mio paese Capoverde, mio nome Carlos,"
"piacere di conoscerti," "io scende prossima, ciao," "aspetta prendi sempre questo treno?" "si tutte sere," "anke io ma no sempre di sera," "ciao allora vede domani," e scese a Montesilvano.
La sera dopo, martedì, avevo messo una gonna più corta e un maglioncino attillato, a San Salvo guardai fuori, lo vidi salire, e si mise nel corridoio, io misi la giubba sul mio posto e uscii, "ciao non trovi mai posto," "ciao Valentina, prima di Pescara no, ma abituato stare in piedi, "kiamami Vale, xkè ke lavoro fai?" "Sto in hotel fa un po tutto, e tu xkè sempre treno notte?"
"No sempre notte, lavoro in fabbrica e questa settimana finisco alle 22, ora ci possiamo sedere," si mise di fronte, tolse la giubba e indossava gli stessi abiti, io accavallai le gambe e i suoi occhi ci si posarono sopra.

Ma ke mi ero messa in testa, stavo proprio civettando, poi fece lui il primo passo, "sai ke sei molto bella, quanti anni hai?"
"25 e tu, dove vivi?" "anke io, ho un mono locale col mio compagno a Montesilvano," "oh scusa, non pensavo fossi gay,"
"ahahah io no gay, lui compagno stesso paese, noi divide spese,"
"scusa ho frainteso, sta fermando sei arrivato," mi alzai e lo accompagnai, mi prese la mano e la baciò, sotto avevo il reggiseno senza imbottitura e mi indurirono i capezzoli, cosa ke non sfuggi ai suoi occhi.
Arrivata presi l'auto ke posteggiavo in stazione e come fui a casa chiamai il mio fidanzato, "ciao amore sei tornata!" "Si, fa
un freddo cane, xkè non vieni a scaldarmi," "amore lo sai ke faccio la mattina e ho il treno alle 4" "uff, sempre sola in questo letto, buonanotte." accesi i termosifoni, riempii la vasca caldissima mi spogliai mangiai una merendina e mi calai dentro, mi passai la spugna ovunque, col bagno crema scivolava, avevo i capezzoli duri x la voglia la passai sulla passerina, la sostituii con 2 dita stuzzicando il clitoride, non mi bastava, presi la spazzola x la schiena e infilai 20 cm di manico dentro, lo spinsi fino a sentirlo sull'utero, mi scopai velocemente e godetti, mi asciugai, misi il pigiamone e sotto il piumone a dormire, ma prima pensai a Carlos.

Mercoledì, uguale, salì e si mise nel corridoio io gli andai vicino, quella sera avevo messo camicetta con canottiera di pizzo sotto senza reggiseno, leggings attillati ke facevano notare lo spacco della passerina e stivaletti col tacco da 8.
Mi fece la radiografia, "stai proprio bene cosi vestita, vai a una festa?" "No, ma mi piace cambiare, tu hai la ragazza?" "No, ma donne spesso mi kiamano con scuse in camera hotel, x fare sesso, a volte anke coppie, ma più estate, ora periodo morto,"
"sei una specie di gigolò," "no, io non chiede soldi, ma loro fa regalino, e tu fidanzata?" "Ho un ragazzo ke lavora alla stessa fabbrica, ma coi turni diversi ci vediamo solo nel weekend." A Pescara lo scomparto si svuotò, 2 erano all'inzio del vagone, kinò la testa sulle mie gambe dove avevo il libro, "cosa
leggi?" Non ci fù risposta, come alzò la testa le sue labbra sfiorarono le mie, e in un attimo la sua linua era nella mia bocca, fù un bacio lungo ke contracambiai, mi prese le mani,
"mi piaci molto," "anke tu, vuoi stare da me stanotte?" Non credevo di averlo detto, ma quando rispose mi resi conto di si.
"Magari, ma mio biglietto no Silvi controllore fa multa,"
"metti la giubba e vai vicino al gabinetto, se senti ke lo chiede ai 2 in fondo entra, come lo vedo venire vengo anke io, lui sicuro bussa," mai cosa fù più azzeccata, il controllore kiese ai 2 in fondo, Carlos entrò, io andai, quello mi vide e bussò al gabinetto, "biglietto prego," aprii un po, cacciai la mano,
"abbonamento," lui prese la tessera la bucò e se ne andò. Carlos mi baciò ancora. E arrivammo a Silvi.

Salimmo sulla mia utilitaria, lui dovette mandare il sedile in dietro, in 5 minuti ero a casa, come entrammo mi abbracciò e baciò, "aspetta, faccio la doccia," "io fa sempre in hotel,"
"fà come se fossi a casa tua, la camera da letto e là," "qui molto più bello e grande, kiamo compagno, dico ke non torno," "ok." A quel tempo i telefoni erano fissi.
Andai in bagno, dove la vasca era munita anke di doccia, mi spogliai, le mutandine le potevo strizzare, e andai sotto il getto, poi misi l'accappatoio e asciugai i capelli col fon, uscii e non lo vidi, andai in camera ed era sotto il piumone, i vestiti sulla sedia, tolsi l'accappatoio, "sei uno spettacolo," disse, ed entrai nel letto.

Il primo impatto fù traumatico, mi accucciai contro il suo corpo e lui prese un seno con la mano e uno lo succhiò, poi baciai il suo petto scolpito, e sentii qualcosa ke sbatteva sulla passerina, pensavo fosse il ginocchio, misi la mano giù e mi resi conto di ciò ke toccavo, era una volta e mezzo quello del mio fidanzato, andai sotto il piumone con la testa, lo presi con 2 mani, lo portai alla bocca, leccai tutta l'asta, mi fermai sulle palle e le sukiai, tornai alla punta lo scappellai e lo infornai, avevo caldo e quasi non respiravo la sotto, con una mano tolsi il piumone e lo vidi in tutta la sua bellezza, ero da un lato ke gli facevo un pompino, lui ha allungato le braccia mi ha preso x i piedi e ha portato la passerina sulla bocca, ha infilato la lingua titillando e mordicchiando il clitoride, sentivo ke stavo x godere, ma non potevo manifestare il mio piacere avendolo in bocca, ma dalle contrazioni ke avevo lo capì e mi scopò più forte con la lingua gustando i miei succhi, con le gambe ai lati della sua testa mi massaggiò il culetto, mise un dito nella passerina e violò i mio buchino, e in quel mamento sentii gli schizzi di sborra riempirmi bocca e gola, non andò persa nemmeno una goccia.

"Sei fantastica, vieni abbracciami," mi allungai sul suo corpo e ci baciammo, mi tirò più su sukiò le tette dandomi i brividi,
"scusa se te lo chiedo, ma quanto è grande, al mio fidanzato non supera i 18," "mi ricordo ke tempo fà era 25 x 18, "nooo, lo voglio sentire tutto dentro, non credevo ci fossero cazzi così,"
"anke di più, pensa ke al mio compagno ke ha 21 anni è 27 x 20," "ma dai, non ci credo, cos'è un cavallo, ma basta parlare mi preme sulla pancia." Scivolai col culetto fino alle ginokia e lo pompai, ma non serviva, era già duro, mi ci misi a cavallo e mi impalai, non lo credevo possibile, ma entrò tutto il culo mi sbatteva sulle palle, "e una cosa stupenda, non credevo di essere così profonda," saltavo e lui mi strizzava i seni, se ne uscì, mi mise a pecorina e tenendomi x le spalle mi dava dei colpi bestiali, "si sfondami fammi godere tanto, è bellissimo si dai di piùùùù godo goooodoooooooo, si lo sento, anke tu, riempimi di sborra calda," con gli ultimi colpi Carlos ne cacciò tanto da colarle giù x le gambe.

Mi accucciai di nuovo sul suo petto baciandolo, "con te mi sento protetta, sto bene fra le tue braccia," "e tuo fidanzato?" "X ora ha le corna, poi kissà, se tu me lo kiedi lo lascio e sto sola con te," "sarebbe bello, ma poi se mi kiedono extra in hotel sei gelosa," "mmmh non lo so, però me lo devi dire, non voglio segreti fra noi," "ok vedremo, ma ora voglio fartelo assaggiare in questo bel culetto," "no, è grande non entra, lo ha messo solo 2 volte," "vedrai ke entra, io pianissimo."
Me lo mise un po in bocca e quando fu pronto mise un cuscino sotto la pancia e iniziò a lavorarlo, lo leccò x bene bagnò le dita nella fica pregna di sborra e ne mise prima 1 poi 2 nel bukino, dilatandolo bene, mise la punta e iniziò a pikiettare, "lo sento sta entrando, piano," quando sentii la pancia sulle kiappe, capì ke era tutto dentro, "oddio mio c'è tutto, mi sta piacendo, godo si e bellissimo godoooo," lui lo cacciò mi portò a bordo letto si mise i miei piedi sulle spalle e mi inculò, "così lo sentti di più e posso baciarti," "si e beeeelllllllisssimo, sarò sempre tua se vuoi, Madonna ho un altro orgasmo" e nello stesso istante lui le riempì l'intestino, e dovette correre in bagno.

Lui dormì abbracciato a lei da dietro, col cazzo ke accarezzava il culetto, lei non solo era una kiakierona di giorno, ma parlava anke nel sonno, "si amore come vuoi tu, fallo venire il tuo compagno, io faccio quello ke vuoi, si, il cornuto lo lascio, voglio stare con te." La mattina si svegliarono alle 10 con lo squillo del telefono, "buongiorno amore ho solo 3 gettoni, ci vediamo pomeriggio?" "Ma ci sei o ci fai? Hai dimenticato ke faccio pomeriggio?" "Tu tu tu tu," finiti i gettoni.
Si rimise a letto con Carlos ke l'abbracciava da dietro,"cosa vuoi x colazione?" "Caffè, ma aspetta."
Aveva un'erezione pazzesca la penetrò in fica da dietro e la scopò, "ke bello svegliarsi cosi, godere appena sveglia mi fa impazzire, si sei stupendo sto godendo aaahh aaah," lui lo passò al culo e lo riempì di sborra.

Fecero la doccia insiema e si sedettero x la colazione, merendine e caffè "devi stare attenta se dormi col fidanzato," "xkè ke è successo, ho parlato, mamma dice ke lo facevo anke da piccola, e ke dicevo?" "dicevi, fallo venire il tuo compagno, il cornuto lo lascio, voglio stare con te," "oddio, davvero?" "e si e come dice un proverbio vostro "i sogni son desideri" "ma è un sogno, però voglio essere sincera, quando hai detto la sua misura, ho pensato a kissà come sarebbe avervi insieme nel mio letto, ma e finita li, e mi sono addormentata," "io non sono geloso se vuoi lo possiamo invitare una sera a cena, noi siamo come fratelli, ma devi lasciare l'altro," "lo farò sicuro sabato ke stiamo insieme ci parlo, ma tu prometti ke stiamo sempre insieme, sento di amarti," "non si può lasciare un come te, sei tutti gli aggettivi belli messi insieme."

"Alle 12 ho il treno, mi puoi accompagnare Montesilvano?" "certo, metto quakcosa addosso e andiamo."
Rimisi i leggings del giorno prima, ma col maglione a collo alto.
"Sono pronta andiamo."
Arrivarono alle 11,30, il monolocale era a 100 metri dalla stazione, "è presto, vuoi conoscere il mio compagno se non è al lavoro?" "Xkè no, dove lavora?" "Lavapiatti in ristorante mare, ma più la sera," aprì la porta, e il poverino era li seduto alla sedia con giubba, cappello, cappuccio, pantaloni e playd sulle gambe, ke guadava la TV, entrammo, "brrrr fa un freddo, non c'è riscaldamento?" "Il padrone ha detto ke se lo vogliamo lo dobbiamo pagare noi," "è furbo, così se ve ne andate rimane a lui," "lui e Manuel lei Vale" "piacere" dissero e si dettero la mano, "ha la mano ghiacciata," "poi parliamo con più calma, ora scappo," "aspetta, anke io ho lo stesso treno, mi conviene lasciare qui la macchina, poi stanotte scendo qui," "è vero, sei di pomeriggio."

Parlarono tanto in treno, "ma stanotte stiamo insieme?" "vorrei tanto, ma stamattina hai sentito come gli ho risposto, e non vorrei ke passa," "hai ragione, e se non ti vede scendere a Silvi?" "Dico ke sono andata a Iper ho fatto tardi e ho preso il treno a Montesilvano," "mai conosciuta una più intelligente."

Come prvisto,non vedendola scendere a Silvi il fidanzato andò a casa, suonò al citofono, "sono io, non hai lavorato oggi?" "Sali
ke ti devo parlare," la porta era socchiusa, lei seduta al divano, lui le si mise affianco, provò a baciarla ma girò la testa e il bacio finì sulla quancia.
"Sono andata a Iper, ho fatto tardi e ho preso il treno a Montesilvano," "ah ok, ci dovevi andare prima," "torno a mezzanotte passata, e se permetti la mattina dormo," "ok ok non ti arrabbiare," "senti, questa sttoria fra noi non può continuare," "se hai un altro dillo," "voi uomini pensate solo alle corna, ma il fatto è ke tu lavori e io casa, io lavoro e tu spasso, non stiamo mai insieme e io sono stressata, non ho un uomo ke la notte sta con me e mi devo masturbare x non avere mal di testa, ke vita è questa?" "Hai ragione, ma è questo il mio lavoro, ti auguro di trovare uno ke ha più tempo x te, addio," e se ne andò.

La sera si ritrovarono sul treno, a Pescara rimasero soli e si baciarono, "sei quasi arrivato, ti vengo a prendere con l'auto?"
"Siamo arrivati! non ricordi ke hai preso qui treno?" "Cazzo e vero, ma quello mi mandato la testa nel pallone." gli raccontò della notte passata, della discuzione e di come si erano lasciati.
Carlos aprì la porta, ed entrò con lei, Manuel era sotto una montagna di coperte a letto, "io sto da Vale stanotte," "ok",
uscirono e Vale si fermò di colpo, "ke c'è" "no, così, mi fa pena povero Manuel, potremmo farlo venire da me, ho un altra stanza, ma senza letto, però c'è il divano e starebbe al caldo," "dici davvero?" "certo a me non da fastidio," "farà i salti di gioia."
Rientrarono, "vestiti Manuel, vieni a dormire da me," scattò come una molla, "io già vestito, x freddo mai spoglia."

Arrivati a casa Vale gli propose le 2 soluzioni, lui scelse il divano. "Bello qua Carlos tu trovato regina," "esagerato, accendo i termosifoni, si scalda subito," prese coperta e lenzuolo e li posò col cuscino sul divano, vide Manuel dire qualcosa in un orecchio Carlos, "qui non abbiamo segreti," "scusalo, lui un po timido, kiede se può fare doccia calda," "ma certo, ho i prodotti del mio ex."
Manuel andò in bagno e si spogliò, "sei geloso se ti kiedo una cosa?" "Già ti ho detto ke non lo sono," "voglio vedere come è fatto uno da 27 cm," "vuoi entrare a vedere?" "nooo, ha la porta sokiusa, lo posso vedere riflesso allo specchio," mi appiattii contro la parete e guardai nello spekio, corsi da Carlos "cazzo, gli arriva al ginocchio, e non è in tiro."

Ci eravamo preparati x la notte, io avevò solo il di sopra del pigiama e le mutandine ke non si coprivano del tutto, Carlos i boxer, Manuel uscì col telo annodato in vita, "vieni ke ti aiuto col letto," mettemmo il lenzuolo, Carlos la federa, poi mi kinai a prendere la coperta caduta e si scoprirono tutte le mutandine, e notai il telo ke aveva un rigonfiamento, cambiai discorso, "dammi boxer e canottiera, li lavo e li metto sul termosifone" "grazie! sono in bagno," "se hai sete li il frigo, buonanotte," noi kiusa la porta, no a chiave, ci spogliammo e via sotto il piumone.

Mi abbracciò, ci baciammo, il cazzo già duro era fra le mie cosce, "tu non immagini la gioia ke prova," "certo ke lo immagino, non sono razzista e ne insensibile," "sei fenomenale."
Tolsi il piumone glielo sukiai e mi ci misi sopra, mi scopai da sola, lui mi tirò a se e mi baciò, "sento ke mi sto innamorando,"
disse "io lo sono dal primo giorno," mi capovolse e mi scopò alla missionaria, sentivo la mia pancia gonfiarsi sotto i suoi colpi,
poi disse una cosa ke io stavo macchinando, ma non avevo il coraggio di dirlo, "ti piacerebbe sukiare un cazzo mentre un altro ti scopa, essere messa fra 2" "tutto quello ke piace a te, piace a me," "ke dici kiamo Manuel?" "Siiii, voglio sentire i suoi 27 cm," si affacciò alla porta, "Manuel mi vieni ad aiutare a far godere Vale?" "Io grande piacere," e arrivò nudo.

Io mi ero seduta ai piedi del letto x vederlo arrivare, era già in erezione, lungo e largo, come una mazza da basebaal, venne direttamente sulle mie labbra, lo scappellai, lo baciai, lo leccai, sukiai le palle e lo infornai a fatica in bocca, me lo spingeva fino in gola, dandomi conati di vomito, "ma mica trascuri il mio ora?" Disse Carlos affiancandosi a Manuel, così li leccai insieme pompando prima 1 poi l'altro, insieme non mi entravano, andai giù di schiena sul letto, Manuel mi aprì le gambe e mi penetrò, lasciandomi senza fiato, Carlos continuò a tenermelo in bocca mentre quel palo andava avanti e indietro, lo sentivo sull'utero, e buone 4 dita restavano fuori, "posso dentro?" Non potendo parlare ripose Carlos x me, "si riempi la mia donna ke prende la pillola," a quelle parole ebbi un super orgasmo, e sentii il calore della sborra riempirmi la fica e non potei nemmeno urlare dato ke ingoiavo quella di Carlos.

Dopo ke andai bagno, a liberarmi di tutta quella grazia di Dio, tornai sul letto in mezzo a loro "Madonna quanta ne avevi Manuel, quant'è ke non ti svuotavi?" "Io ogni tanto fa con mano, ma freddo casa no duro," "poverino," mi girai verso Carlos e lo baciai, poi mi girai dall'altra parte e baciai Manuel, e sentii un cazzo ke si faceva strada nel culetto, "oooh Carlos, piano è asciutto," lui si sputò in mano bagnò ed entrò tutto, sentivo la pancia sulle natiche, l'altro mi stava martoriando i seni con mani e bocca, Carlos mi prese dal petto si girò supino senza levarlo dal culetto e fù la notte di una nuova esperienza.

Mi portò sul suo petto, le sue mani sulle tette con i capezzoli fra l'indice e il medio, fece segno a Manuel e lui capì subito, si mise su di me e mi penetrò la fica, fù la mia prima doppia, stavo impazzendo di piacere, "mio DDDio è la prima volta 2 insieme mi fate impaaaaazzzzireee si godooo cazzo ke bello ti amo Carlos ti amooooooo, riempitemi di sborra siiiiii," me ne colava da tutt'e 2 i bukini, ma cosa strana loro non accennavano ad ammosciarsi, Carlos mi tirò su di se incollandosi alla mia bocca con una mano guidò il cazzo nella fica senza smettere di farmi lingua in bocca, e all'improvviso sentii Manuel ke mi inculava, spalancai la bocca senza respirare, "oddiiiio è è è enorme m m mi spacchi non va si si più piano si così bravo," col culo pieno della sborra di Carlos entrò tutto, mi scoparono da Dio ebbi orgasmi su orgasmi, mi riversarono dentro un altra massiccia dose di sborra, "mi avete spompata, ma sono la donna più felice del mondo."

Dopo esserci lavati Manuel torno sul divano e noi abbracciati a letto. Erano le 10 quando fui svegliata da un serpente ke mi si insinuava fra le chiappe, mentre ero faccia a faccia con Carlos,
fui spinta più verso lui "amore ke c'è, sei sveglia?" "Si, vedi cosa ho dietro," si protese, "oddio Manuel," "tu scusa me, ma no resistito," "va be, allora già ke ci siamo," e mi infilò il suo avanti, godemmo tutti insieme, facemmo la doccia e a tavola con merendine e caffè.
"Manuel, sai ke si chide permesso quando si entra?" "tu scusa me Vale ma io visto scoperto e pensare no porta," scoppiammo a ridere.

Era sabato e avevamo 2 giorni tutti x noi, ma non potevamo pensare solo al sesso, si doveva anke mangiare. Ci vestemmo e lasciato Manuel a casa a pulire, con Carlos andammo a Iper, rienpii il carrello mentre lui spingeva e tornammo a casa.
"Sarebbe bello vivere insieme," mi disse "mi hai letto nel pensiero," "xkè ke hai in mente?" "Ti puoi trasferire da me,"
"magari, ma non posso lasciare solo Manuel, morirebbe," "ora ti dico come la penso, poi mi dici se sei d'accordo. Lasciate quel monolocale di merda, vi trasferite da me, una stanza vuota c'è, compriamo un letto x Manuel, dividiamo le spese e la casa va pulita, saremo una famiglia allargata," "non ci sono parole x definirti, sei nella mia vita da 5 giorni e mi sembra da una vita, quando lo diciamo a Manuel kissà se resiste x la gioia,"
"però digli di bussare sempre prima di entrare," si mise a ridere.
Dopo 1 anno di convivanza ci sposammo al comune, la famiglia divenne ancora più allargata, Manuel si era fatta la ragazza e quando la portava nella sua stanza la sentivamo godere da matti,
cmq noi scopavamo sempre in 3, dato ke lei stava dai genitori,
MA KISSA' SE PRIMA O POI LO AVREMMO FATTO I 4, KISSA'.











































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